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Rabat
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mwegRabat (mwewin arabo الرِّبَاط‎‎?, al-Ribāṭ; mwfain amazigh marocchino standard ⴰⵕⴱⴰⵟ, Aṛbaṭ) è la mwfqcapitale del mwfgMarocco. La città è situata sulla costa atlantica del paese, sulla sponda sinistra del fiume mwfwBou Regreg, di fronte alla città di mwgaSalé. La città conta mwgq577 827 abitanti (dato del mwggcensimento mwgw2014)cite-ref-1[1], mentre l'area urbana, che comprende le città di Salé e mwiaTemara, arriva a contare mwiq2 120 192 abitanti, rendendola la seconda area metropolitana più popolata del mwigMarocco (dopo mwiwCasablanca).

Contents

Storia
Clima
Note

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Origine e sviluppo

Dopo l'insediamento di alcune popolazioni sul suo territorio, il mwmq1150 può essere considerato l'anno della fondazione della città da parte del mwmgcaliffo mwmwalmohade mwna‛Abd al-Mù’min, che fece edificare una cittadella (la futura mwnqKasba degli Oudaïa), una moschea e una residenza. Questo spiega l'origine del nome della città, infatti, con il nome arabo mwngRibāt al-Fath (ribāt della Vittoria) viene indicata una sorta di monastero-fortezza (mwnwmwoaribāṭ), in cui i soldati che si apprestavano a partire in età mwoqalmoravide ed mwogalmohade per la mwowSpagna musulmana (mwpaal-Andalus), all'epoca sotto minaccia mwpqcristiana, si radunavano per procedere all'imbarco. Il complemento di specificazione "della Vittoria" (mwpgal-fath) era semplicemente benaugurante.

Sarà poi compito del nipote di ‛Abd al-Mù'min, mwqaYa'qub al-Mansūr, ingrandire e completare la città con le mura.

Dopo il mwqg1253 inizia un periodo di crisi, in concomitanza con l'assegnazione di capitale dello stato a mwqwFès. Nel mwra1609, in seguito al decreto di espulsione di mwrqFilippo II, migliaia di mwrgMoriscos trovarono rifugio nella città, dando così una nuova spinta allo sviluppo della città.

Nel mwsa1912, mwsqLyautey dichiara Rabat capitale del protettorato del Marocco e sede del residente coloniale. Nel mwsg1956, con l'indipendenza del Marocco, la città diventa la capitale ufficiale.

Storia

La storia urbana di Rabat, del suo sito, dei suoi monumenti è una storia lunga otto secoli, cioè il tempo intercorso fra la creazione del nucleo iniziale (il già citato Ribat d'mwtq'Abd al-Mu'min) e la realizzazione della residenza coloniale del protettorato francese.

È sul picco della scogliera che si estende sull'mwtwOceano Atlantico che Abd al-Mumin fece costruire un mwuaribat (la fortezza) per ospitare i soldati sulla via della difesa della mwuqSpagna islamica. A partire dal ribat, Abd al-Mumin e suo nipote mwugYa'qub al-Mansūr (signore di un impero che partiva dalla mwuwCastiglia per arrivare fino a mwvaTripoli) progettarono una città grandiosa, racchiusa in mura imponenti, dotati di porte monumentali e con una moschea gigantesca, la mwvqmoschea di Hassan, rimasta incompiuta, ma il cui progetto disegnava uno dei più grandi santuari del mondo musulmano.

Sono molte le testimonianze della grandezza architettonica e artistica di Rabat: le mura, le porte monumentali, i minareti, i resti della moschea di Hassan. È da ricordare anche il mwvwmausoleo dedicato a mwwaMohammed V, che grazie alle sue decorazioni rimane un'incredibile prova delle capacità artistiche degli artigiani della città.

Dalla fine del mwwgXIII secolo fino all'inizio del mwwwXVII secolo, l'importanza di Rabat diminuì notevolmente.

Dal mwxq1610, Rabat ritornò allo sviluppo: numerosi rifugiati musulmani cacciati da mwxgal-Andalus si stabilirono nella mwxwkasbah nella parte nord-ovest della città. Per qualche decina d'anni, Rabat (ai tempi conosciuta come Salé-le-Neuf) fu sede di una piccola repubblica marinara, la mwyaRepubblica del Bou Regreg.

Geografia fisica

Clima

| Rabat [ 2 ] [ 3 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Rabat [ 2 ] [ 3 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 17,2 | 17,7 | 19,2 | 20,0 | 22,1 | 24,7 | 27,1 | 27,5 | 26,4 | 24,0 | 20,6 | 17,7 | 17,5 | 20,4 | 26,4 | 23,7 | 22,0 |
| T. min. media ( °C ) | 7,2 | 7,8 | 9,2 | 10,4 | 12,7 | 15,4 | 17,6 | 17,7 | 16,7 | 14,1 | 11,1 | 8,7 | 7,9 | 10,8 | 16,9 | 14,0 | 12,4 |
| Precipitazioni ( mm ) | 77,2 | 74,1 | 60,9 | 62,0 | 25,3 | 6,7 | 0,5 | 1,3 | 5,7 | 43,6 | 96,7 | 100,9 | 252,2 | 148,2 | 8,5 | 146,0 | 554,9 |
| Giorni di pioggia | 9,9 | 9,8 | 9,0 | 8,7 | 5,7 | 2,4 | 0,3 | 0,4 | 2,4 | 6,4 | 10,2 | 10,4 | 30,1 | 23,4 | 3,1 | 19,0 | 75,6 |
| Ore di soleggiamento mensili | 179,8 | 183,6 | 232,5 | 255,0 | 291,4 | 288,0 | 316,2 | 306,9 | 261,0 | 235,6 | 189,0 | 179,8 | 543,2 | 778,9 | 911,1 | 685,6 | 2 918,8 |

Monumenti e luoghi d'interesse

• La mwdqtorre di Hassan: rovine della mwdgmoschea voluta da Yaʿqūb al-Manṣūr, distrutta durante il mwdwterremoto di mweaLisbona del mweq1755
• Il mwfqDâr-al-Makhzen: palazzo reale

Porte e mura

Alla fine del mwhqXII secolo fu costruita dagli mwhgAlmohadi un'imponente cinta a protezione dei lati sud e ovest della città. La cinta era composta da due lunghi muri rettilinei di una lunghezza complessiva di più di 5 chilometri, di uno spessore di più di due metri e di un'altezza media di più di otto metri.

In questo modo fu protetta un'area di circa 120 ettari, che comprendeva la piana che domina la mwianecropoli di mwiqChella per garantire la difesa della città inferiore. La parte ovest era dotata di quattro porte (Bâb el Alou, Bâb el Had, Bâb er-Rouah, la quarta era acclusa all'attuale Palazzo Reale). La parte sud aveva una sola porta: Bâb Zaër.

Bâb er-Rouah, capolavoro di estetica monumentale in pietra, dispiega, come la porta della kasbah, un decoro a losanghe tutt'attorno all'apertura a forma d'arco inscritto in un rettangolo. Come a mwjwBab Agnaou a mwkaMarrakech, degli archi più grandi riprendono, allargandolo, il motivo ad arco della porta, circondandolo di un'aureola sinuosa dagli angoli acuti, sormontata da un fregio con iscrizioni mwkqcufiche.

All'inizio del mwkwXVII secolo, i rifugiati musulmani scacciati da mwlaal-Andalus si trasferirono nella kasbah e in una parte dell'area cinta dagli Almohadi, delimitandola con una nuova muraglia: partendo da Bâb el Had, quest'ultima collega la cinta del mwlqXII secolo alla scogliera che domina il Bou Regreg e al Borj Sidi Makhlouf. Rettilinea e affiancata da torri, la muraglia andalusa che si estendeva per oltre 1400 metri, era in media alta 5 metri e spessa un metro e mezzo. Lungo la muraglia furono costruite tre porte: Bâb et-Then, oggi abbattuta, vicino all'odierno mercato municipale; Bâb el Bouoiiiba e Bâb Chella. Nella mwlgmedina vi è anche un mwlwmellah (quartiere ebraico).

All'inizio del XIX secolo fu costruito un nuovo bastione esterno, per una lunghezza totale di mwmq4 300 metri. Esso prolungava a sud le mura di cinta almohade, e le superava ad ovest fino all'mwmgoceano Atlantico, racchiudendo così un'area di oltre 840 ettari. Questa fortificazione era alta in media 4 metri e spessa circa un metro. Su di essa si aprivano quattro porte: Bâb el Qebibât, Bâb Témara, Bâb Marrakech et Bâb el Msalla. Questo bastione fu distrutto principalmente per facilitare il trasloco dalla città europea durante il protettorato. Dalle quattro porte principali della medina, partivano le strade che collegavano, in particolare, Rabat a mwmwCasablanca e mwnaMarrakech.

Lungo le mura di cinta almohade avevano luogo dei mercati settimanali, tra cui quelli di Souq el Had, vicino alla porta omonima. Inoltre, tra le due muraglie, si trovavano a sud l'Aguedal, collegato al palazzo reale, e a nord dei giardini d'mwngarance i cui frutti, molto pregiati per la loro qualità, venivano esportati in Europa, come attestano i documenti dell'epoca.

Società

La città conobbe un ampio sviluppo edilizio a partire dalla seconda metà del XX secolo, come conseguenza della vasta immigrazione dalle zone rurali circostanti e dal resto del Marocco.cite-ref-heath22-4-0[4]

Le antiche famiglie rabatine (definite mwpgrbati) condividono tratti culturali e linguistici che trovano origine nella cultura mwpwaraba andalusa e che li differenziano dal resto della popolazione. Buona parte delle antiche famiglie della città discende dai mwqa13000 mwqqmoriscos immigrati in città nel XVII secolo in seguito alla mwqgloro espulsione, provenienti in parte da mwqwHornachos, che divennero mwracorsari barbareschi ed élite della mwrqRepubblica del Bou Regreg, stabilendosi nella mwrgKasba degli Oudaïa. Buona parte delle antiche famiglie hanno conservato i loro tratti culturali formando una borghesia compatta.cite-ref-heath22-4-1[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-messaoudi-7-0[7]cite-ref-8[8]

Comunità ebraica

La città è sede di un'importante comunità mwyqebraica. Parte della comunità ebraica rabatina discende dai rifugiati mwygsefarditi giunti dalla penisola iberica, cacciati dalla corona spagnola con il mwywdecreto dell'Alhambra. I sefarditi, mescolandosi con gli ebrei indigeni arabofoni, abbandonarono il nativo mwzahaketia per adottare l'mwzqarabo.cite-ref-9[9] In città si costituì un quartiere di ebrei convertitisi all'mw0gIslam.cite-ref-heath22-4-2[4] La comunità nel 1918 contava mw1w4000 unità su una popolazione totale di mw2a32000 abitanti,cite-ref-heath22-4-3[4] saliti a mw3q6698 nel 1936 e a mw3g13000 nel 1951.cite-ref-10[10] La comunità è emigrata in grande maggioranza verso mw4wIsraele e mw5aFrancia negli anni 1950 e 1960.

La comunità ebraica a Rabat conta oggi un paio di centinaia di membri e ha come proprio riferimento la Sinagoga Rabbi Shalom Zaoui.

Lingue e dialetti

L'antico dialetto rabatino è considerato un mw6qdialetto pre-hilalico ed è stato fortemente influenzato dall'arabo andaluso, nonché dallo mw6wspagnolo, parlato dai moriscos giunti in città nel XVII secolo. Il lessico presenta numerosi prestiti spagnoli. I profondi contatti della città con l'mw7aImpero ottomano hanno generato numerosi prestiti dal mw7qturco ottomano. Il dialetto rabatino è strettamente correlato a quello della vicina mw7gSalé.

I dialetti di tipo mw8ahilalico erano parlati dalle comunità guich che risiedevano fuori dalla Kasba degli Oudaïa. A partire dal XX secolo, flussi immigratori dalle regioni rurali circostanti, in particolare dal Zaër, portarono in città mw8wdialetti hilalici. Il dialetto rabatino è oggi in regressione di fronte alla koinè mw9aaraba marocchina, derivata dai dialetti rurali portati dagli immigrati nella seconda metà del XX secolo.cite-ref-11[11]cite-ref-messaoudi-7-1[7]cite-ref-12[12]

L'immigrazione ha generato la presenza in città di una cospicua comunità mwaqiberberofona, componente il 12,2% della popolazione.cite-ref-rgph-2014-13-0[13]

Cultura

Il teatro nazionale Mohammed V è una delle più grandi istituzioni culturali di Rabat, ma il suo costo supera le risorse a disposizione degli artisti marocchini; è stata aperta una collaborazione con le agenzie culturali europee al fine di stimolare e offrire una massima scelta di rappresentazioni artistiche, nonostante le difficoltà oggettive di mantenimento del teatro.

Gallerie ufficiali:

• Bab Rouah
• Bab El-Kébir
• Mohamed El-Fassi

Lo spazio culturale indipendente mwaroL'appartement 22 è dedicato alla creazione contemporanea, marocchina e internazionale. Fondato dal critico d'arte mwarsAbdellah Karroum è diventato prima una residenza per artisti poi, dal mwarw2004 una cooperativa.

Dal 2000 sono stati lanciati grandi progetti culturali quali:

• la biblioteca pubblica
• il museo d'arte contemporanea
• l'Istituto Superiore della Musica e della Danza
• la biblioteca internazionale dell'arte moderna contemporanea

Istruzione
Economia

Le attività prevalenti della città sono quelle derivanti dal governo e dall'amministrazione del paese.

In crescita è il settore turistico, dove la capitale offre un turismo di tipo culturale (dalla medina e dalla kasba ai musei e ai teatri).

Negli ultimi anni Rabat comincia a diventare un importante mwassbusiness center, dove è in corso una riorganizzazione strutturale ed edilizia dell'assetto urbano e dove vengono installati filiali di società estere e zone mwaswoff-shore. La città è sede di diverse grandi aziende marocchine (come mwas0Maroc Telecom) e filiali di multinazionali straniere (come mwas4Thales e mwas8KPMG).

In forte sviluppo è il settore informatico, dove è stato costruito poco fuori dalla capitale un distretto chiamata Technopolis, inaugurato nel mwati2008.

Infrastrutture e trasporti

La città è servita da due stazioni ferroviarie principali:


Il 23 maggio mwaua2011 è stata inaugurata la mwauelinea tranviaria che la unisce alla vicina mwauiSalé.

La città è servita dall'mwauqAeroporto di Rabat-Salé.

Amministrazione

Cronologia dei sindaci

• mwaukFathallah Oualalou mwauo(dal 23/06/09 al 2015)
• Mohamed Sadiki mwau0(dal 2015 al 2021)
• Asmaa Rhlalou dal 2021 (prima donna sindaco)

Gemellaggi

• mwavqMadrid, mwavuSpagna
• mwavgDamasco - mwavkSiria
• mwavwBetlemme, mwav0Palestina, dal mwav41999
• mwaweMestre - mwawiItalia
• mwawuTunisi - mwawyTunisia
• mwawkHaiti - mwawoPort-au-Prince

Galleria d'immagini

Note

cite-note-11. mwac0(mwac4mwac8EN) mwadamwadeCapital Facts for Rabat, Morocco, su mwadiWorldCapitalCities.com, 2014. mwadmURL consultato il 5 agosto 2018.
cite-note-hko-21. mwadcmwadgmwadkClimatological Information for Rabat, Morocco, su mwadohko.gov.hk, Hong Kong Observatory. mwadsURL consultato il 1º novembre 2011.
cite-note-weather1-32. mwad8mwaeamwaeeAverage Conditions Rabat, Morocco, su mwaeibbc.co.uk, BBC Weather. mwaemURL consultato il 17 agosto 2009.
cite-note-heath22-44. mwae0mwae4Heath,mwae8 p. 22.
cite-note-55. mwafmmwafqLacoste-Dujardin e Virolle-Souibès,mwafu p. 129.
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Bibliografia

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• citereflacoste-dujardin-e-virolle-souib-s(FR) Camille Lacoste-Dujardin e Marie Virolle-Souibès, Femmes et hommes au Maghreb et en immigration: la frontière des genres en question, Publisud, 1998, ISBN 9782866008185.
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Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itRabat, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAttilio Mori e Georges Marçais, RABAT, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935.
• citerefdizionario-di-storiaRabat, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
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• mwanyGuida di Rabat, su guidedumaroc.com.
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